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Patente a punti in edilizia, si allarga il fronte del no

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Patente a punti in edilizia

Ancora manca il disco verde definitivo, ma già ha suscitato un vespaio. Al centro dell’obiettivo è l’introduzione della ventilata patente a punti in edilizia. Anche se ancora non è una realtà, poco ci manca visto che il Governo Letta ha annunciato che questa sarà – a meno di cambiamenti “in corsa” una misura per poter gestire la qualificazione delle ditte che si occupano di edilizia sia nel caso di partecipazione ad appalti sia nel caso di finanziamenti pubblici. Se la patente dovesse azzerarsi, ciò non solo impedirebbe la partecipazione alle gare di enti pubblici, ma anche l’impossibilità di ottenimento di incentivi e contributi da parte dello Stato.

Si tratta di un Dpr che dovrà comunque passare l’esame del Consiglio dei ministri, anche se l’esito parrebbe, a meno di ripensamenti dell’ultimo secondo, scontato.

Le premesse, almeno sulla carta, sembrerebbero buone, ma questo provvedimento non sembra stia riscuotendo particolare apprezzamento dagli addetti del settore. Il fronte del no si sta allargando a macchia d’olio, da Nord a Sud, isole comprese. C’è chi si dice pronto a forme di protesta clamorose. Chi ad incrociare le braccia. C’è chi, carte alla mano, palesa quanto penalizzerebbe un comparto che già sta facendo i conti con la dura crisi che attanaglia l’Italia.

L’allarme lanciato dalla Confartigianato

Per la Confartigianato sarebbe una “una batosta da 300 milioni di euro, costosa, inefficace e discriminatoria”; un ulteriore ostacolo burocratico che metterebbe letteralmente in ginocchio le imprese in quanto, rispetto a quelli già esistenti, duplicherebbe gli oneri economici e gli adempimenti amministrativi. A subirne le conseguenze per la Confederazione, la patente a punti penalizzerebbe notevolmente soprattutto le piccole aziende.

Il Presidente di Confartigianato Costruzioni, Arnaldo Redaelli ha detto senza mezzi termini che “la patente a punti in edilizia rischia di trasformarsi in un nuovo Sistri, ossia in un sistema costoso e complesso per le imprese ma inefficace rispetto all'obiettivo che si prefigge”. Una vera e propria scure che infierirebbe sul settore delle costruzioni dove nel solo corso del 2012 alle prese con una crisi che “ha provocato la perdita di 122.000 addetti e 61.844 aziende”.

A ribadire il concetto anche la Confartigianato di Vicenza. Per Giovanni Lovato, presidente degli Edili vicentini, “la sicurezza sul lavoro non si tutela con la burocrazia. Nel caso della patente a punti in edilizia, si finirebbe per creare un nuovo carrozzone burocratico che appare finalizzato a fare cassa sulle spalle delle imprese, drenando almeno 300 milioni di euro”. E non sarebbe una cifra esagerata se, come ha ricordato Lovato, si fa la somma degli oneri di iscrizione alla preposta sezione presso le Camere di Commercio nonché delle spese per quelli che sono tutti gli altri adempimenti, non ultimi cui la formazione, la nomina del responsabile tecnico e le nuove attrezzature.

Per l’Aniem è un provvedimento assurdo

Al coro dei “no” si aggiunge la voce di dissenso dell’Aniem (Associazione Nazionale Imprese Edili Manifatturiere) aderente a Confimi Impresa, che si dice nettamente contraria al varo della patente a punti in edilizia.

Un provvedimento che il suo Presidente, Dino Piacentini, bolla senza mezzi termini come “assurdo” e che, denuncia, rischia di “uccidere proprio chi vuole operare in modo corretto e rispettoso della sicurezza dei lavoratori che, con la loro professionalità ed affidabilità, costituiscono certamente il patrimonio fondamentale delle imprese, soprattutto delle Pmi che hanno un legame fortissimo con la loro manodopera”.

Anche qui il dito viene puntato contro il provvedimento della patente a punti che introdurrebbe il fastidioso obbligo di iscrizione, e non in forma gratuita bensì previo pagamento, ad una Sezione speciale per l'edilizia istituita nell’ambito delle Camere di commercio. L’Aniem boccia, inoltre, in maniera categorica un altro punto controverso: il ruolo centrale affidato alla “cassa edile del territorio” per il funzionamento della Sezione Speciale per l'Edilizia.  

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